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Quanto siamo bravi a indovinare l'età degli altri? Cosa dicono gli studi

Pubblicato il · AgeDart

Indoviniamo età tutto il giorno: un nuovo collega, qualcuno sul treno, un viso su un'app di incontri. Sembra facile. La ricerca dice che ce la caviamo, ma siamo tutt'altro che precisi, e che i nostri errori seguono schemi prevedibili. Conoscerli ti rende più bravo, e spiega perché certi verdetti sul tuo viso bruciano.

Sbagliamo di anni, non di mesi

In uno dei più grandi esperimenti sul tema, i ricercatori hanno chiesto di stimare l'età di quasi 4.000 foto del passaporto. L'errore medio era di circa otto anni (Clifford, Watson e White, 2018). Le foto del passaporto sono un test difficile, senza contesto, senza stile e con età molto diverse, ma la lezione vale: una singola stima è approssimativa.

I volti giovani sono più facili

L'età si stima meglio sui volti giovani che su quelli anziani, e i giovani di solito sono più bravi degli anziani (Moyse e Brédart, 2014). Tra i 20 e i 25 anni un viso cambia molto; tra i 60 e i 65 i cambiamenti si vedono meno.

Tutti tirano verso il centro

I volti giovani tendono a essere giudicati più vecchi e quelli anziani più giovani, come se ogni stima fosse attratta dall'età media che siamo abituati a vedere. Questo bias è sistematico: ce l'hanno quasi tutti, quindi non sparisce facendo la media di tante stime.

Il viso precedente cambia la tua risposta

Lo stesso studio sui passaporti ha scoperto che la singola fonte di errore più grande era il viso visto subito prima. Dopo un viso anziano la stima successiva sale; dopo uno giovane scende. Insieme all'attrazione verso il centro, questi due bias spiegavano circa il 95% delle variazioni nelle stime.

Siamo più bravi con la nostra generazione

Sia i giovani sia gli anziani sono più precisi e meno sbilanciati quando il viso appartiene alla loro fascia d'età (Voelkle e colleghi, 2012). Lo stesso studio ha mostrato che l'espressione conta: i volti neutri venivano giudicati con più precisione e quelli sorridenti venivano più spesso ringiovaniti.

E l'IA?

I programmi di stima dell'età imparano da foto etichettate da persone, ed ereditano le nostre abitudini. Uno studio del 2022 ha scoperto che i bias dei giudizi umani sull'età del viso erano presenti anche negli attuali sistemi di IA, e più accentuati (Scientific Reports, 2022). Approfondisci in rilevatore di età IA o persone vere.

Perché tante persone fanno meglio

Tante stime indipendenti correggono una parte del problema. Ogni votante arriva a un viso dopo uno diverso, quindi l'effetto del viso precedente tende ad annullarsi. Anche il bias di generazione si annulla quando votano persone di tutte le età. L'attrazione verso il centro invece non si annulla, ma è uguale per tutti, quindi i confronti tra volti funzionano lo stesso. Per questo AgeDart usa la mediana di tanti voti, scarta quelli troppo lontani dagli altri e divide il tuo risultato per fascia d'età di chi vota: se chi ha la tua età ti vede più giovane dei ventenni, lo saprai.

Ci sentiamo più giovani di quanto sembriamo

C'è un'ultima distanza: tra l'età che dimostriamo e quella che sentiamo. In uno studio su 1.470 adulti danesi, chi aveva più di 40 anni si sentiva circa il 20% più giovane della propria età reale (Rubin e Berntsen, 2006). Quindi quando degli sconosciuti indovinano la tua età, il numero può essere giusto e sembrarti comunque troppo alto. Curioso lo stesso? Scopri quanti anni dimostri per persone vere, oppure allena l'occhio con questi trucchi per indovinare l'età.

Metti alla prova il tuo occhio

Indovina l'età di persone vere di tutto il mondo, oppure pubblica un selfie e scopri quanti anni ti dà il mondo.

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